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CAVO

Cappella Tonietti

Il mausoleo venne costruito dall'architetto fiorentino Adolfo Coppedè per la famiglia Tonietti quale tomba di famiglia e come monumento a Giuseppe Tonietti, primo affittuario delle miniere elbane.
Tramite per l'incarico dell'opera fu l'industriale Pilade Del Buono, amico del Coppedè e socio di Ugo Ubaldo Tonietti, figlio di Giuseppe, nella società Elba fondata nel 1899. La data di realizzazione è fissata al 1899 dal Cresti tra il 1904 e il 1906 da Cozzi e Bossaglia e, più recentemente, tra il 1900 e il 1901.
La mancata autorizzazione cimiteriale ne impedì un impiego secondo la volontà dei committenti e contribuì al suo abbandono e degrado .

Il Semaforo di Montegrosso

 Il semaforo di Montegrosso è un semaforo marittimo dismesso dell'isola d'Elba situato presso l'omonimo promontorio che si eleva all'estremità settentrionale dell'isola, nel territorio comunale di Rio, tra le acque del mar Ligure sud-orientale e il canale di Piombino.
Il semaforo, già attestato nel Catasto leopoldino del 1842, venne attivato dalla Regia Marina per monitorare il traffico marittimo nel tratto tra il mar Ligure e il canale di Piombino, in prossimità della costa settentrionale e di quella orientale dell'isola d'Elba, oltre che per l'illuminazione notturna dell'estremità nord-orientale dell'isola ai natanti in transito nei medesimi tratti marini. Nel 1917 venne attivato anche un osservatorio meteorologico che ha registrato i dati fino al 1960, anno in cui venne probabilmente decisa la definitiva dismissione dell'infrastruttura, che nel corso della seconda metà del Novecento non risultava più operativa. Nel corso della seconda guerra mondiale l'infrastruttura venne adibita a punto di avvistamento contraereo.
Del complesso si è conservato il fabbricato principale in muratura, con conci di pietra angolari, che è rimasto oramai privo del tetto di copertura sommitale e di porte e finestre, oltre a due edifici secondari situati nelle sue vicinanze, uno dei quali ospitava le abitazioni degli addetti della Marina Militare che vi prestavano servizio e l'altro adibito a deposito.
Il fabbricato principale, disposto su due livelli, è costituito da due corpi di fabbrica addossati tra loro, quello principale a pianta rettangolare ed un altro a sezione semicircolare addossato sul lato settentrionale di cui si conserva un unico livello. La facciata principale del complesso è rivolta a sud e presenta i resti del portone d'ingresso sovrastato da un arco tondo, che si apre nella parte centrale; sulla medesima facciata si aprono tre finestre, due rettangolari che affiancano il portone d'ingresso su ciascuno dei due lati ed una quadrata che si apre al centro della parte superiore del fronte meridionale. Altre finestre rettangolari si aprono lungo le pareti laterali e lungo la facciata posteriore del complesso a forma semicircolare.

Chiesa San Bennato

La chiesa di San Bennato (corruzione di San Menna) è un edificio di culto del XII secolo situato a Cavo, nel comune di Rio, all'isola d'Elba.
È un piccolo edificio in stile romanico, i cui ruderi, consistenti nelle sole fondamenta, si trovano in località Cavo a brevissima distanza dal mare. La sua prima attestazione documentaria risale al 1235 (presbitero Iacobo ecclesie Sancti Menne Ilbe insule capellano). La struttura, ancora discretamente conservata nel XIX secolo, fu demolita intorno al 1910 per realizzare un vigneto. Dalle descrizioni di Giuseppe Ninci (1815) e Remigio Sabbadini (1919) si evince che il paramento murario era realizzato in bozze di calcare locale dall'accurata lavorazione, mentre la pavimentazione interna era costituita da parallelepipedi di pietra calcarea della grossezza e lunghezza del dito indice di un uomo. Intorno all'edificio si trovavano alcune sepolture.

Villa Romana di Capo Castello

 Si trova sul promontorio che separa la spiaggia del Frugoso da cala delle Alghe, in località Cavo. Da esso si ha un bello scorcio panoramico sul paese marittimo. Di fronte, sul lato nord, si trova il suggestivo isolotto dei Topi.

Oggi la punta è occupata da case e villette, in mezzo a selvaggia macchia e giardini, tanto che il sito archeologico si può dire ormai all'interno del centro urbano di Cavo. L'area stata irrimediabilmente compromessa dalla costruzione di villette, l'apertura di una strada e interventi recenti. Cosa che la rende difficilmente leggibile.

Il sito è in proprietà privata, e quindi non visitabile, per quanto l'assenza di scavi sistematici e i gi accennati interventi moderni, non lascino molto da vedere. Tuttavia resti di muri in opus reticulatum si possono scorgere al termine del tratto di strada pubblica che sale alla sommità del capo.