best website templates

RIO NELL'ELBA

Chiesa di San Giacomo Apostolo

la chiesa di San Giacomo Apostolo, conosciuta anche come chiesa dei Santi Giacomo Apostolo e Quirico Martire, svolge la funzione di Duomo di Rio nell’Elba, piccolo e antico paese nell’interno dell’isola.

Fu costruita in epoca medievale, negli anni del dominio pisano, alla fine del XIV secolo, anche se si hanno tracce della presenza di un luogo di culto in zona fin dall’XI secolo, e subito protetta da bastioni appartenenti a una fortezza lì collocata: si trattava di quattro bastioni collegati tra loro che racchiudevano anche la chiesa e garantivano protezione agli abitanti del borgo in caso di incursioni nemiche. L’interno, a tre navate, di impianto medioevale ha vissuto forti rimaneggiamenti in epoche più recenti, in particolare nel Settecento, che le hanno conferito l’aspetto attuale.

L'Eremo di Santa Caterina

L'eremo di Santa Caterina d'Alessandria è un luogo di culto cattolico che si trova in località Santa Caterina, nei pressi dell'Orto dei Semplici Elbano, a Rio nell'Elba.
L'eremo con l'obelisco di pietre davanti
L'eremo è secolare luogo di meditazione e di preghiera risalente probabilmente ad epoca romanica, ma ampliato e rimaneggiato nel 1634.
La semplice ed austera facciata è animata da un timpano spezzato e sormontata da un tozzo campanile; una lapide, posta di fianco a una delle due finestre che si aprono in facciata, ricorda il restauro effettuato nel 1973. L'interno, ad una sola navata, con soffitto a capriate, conservava ex voto di marinai e sepolture ottocentesche, di cui non resta alcuna traccia. La sua origine sarebbe legata ad una serie di apparizioni della santa ad un ragazzo del luogo, in ricordo delle quali, tradizionalmente, ogni anno, il lunedì dopo Pasqua, si celebra una festa. In origine sull'altare si trovava un dipinto dello sposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, tela di Giovanni da San Giovanni, oggi conservato nella chiesa di San Giacomo, nel centro di Rio nell'Elba.
Accanto al complesso, che oggi accoglie una fondazione culturale ed è occasionalmente sede di mostre, è stato realizzato l'Orto dei Semplici con una raccolta della flora locale.
L'Orto dei Semplici è situato in un terreno di circa un ettaro nei pressi dell'Eremo di Santa Caterina, è nato nel 1997 come luogo di studio delle biodiversità delle piante ospiti dell'Isola d'Elba e delle altre isole dell'arcipelago toscano. All'interno dell'area vari cartelli esplicativi danno informazioni sulle specie raccolte, le loro particolarità e gli usi popolari, sviluppatisi in migliaia di anni, per l'utilizzo in medicina e per l'alimentazione delle popolazioni isolane.
Sorto dall'iniziativa dello scrittore e fotografo Hans Georg Berger e promosso da Gabriella Corsi e Fabio Garbari dell'Università di Pisa, l'Orto è in continua evoluzione, infatti ricercatori e docenti del Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università di Pisa continuano a collaborare alla raccolta delle piante endemiche dell'arcipelago. Gli spazi che lo accolgono sono stati progettati dagli architetti Roberto Gabetti, Aimaro Isola e Guido Drocco.

Lavatoio Pubblico e le Fonti dei Canali

Il Lavatoio Pubblico di Rio nell’Elba è situato nella parte nord orientale del paese, vicino alla fonte dei Canali, da cui è alimentato, ed è racchiuso in un’ampia struttura con soffitto a capriate e finestroni. Nel tempo, esso ha però subito trasformazioni e trasposizioni diverse, restando comunque nella stessa area.

L’antico lavatoio si trovava infatti all’interno dell’edificio, dove oggi c’è la stazione di pompaggio dell’acqua. Nel 1873, dato l’incremento notevole della popolazione, il Comune acquistò un terreno per ingrandire il lavatoio. La costruzione di un nuovo lavatoio, dovuta alla necessità di migliorare e meglio distribuire l’acqua potabile con la sistemazione di tutta la zona dei Canali, comincia nel 1905. La costruzione del lavatoio aveva lo scopo di rimuovere le cause d’inquinamento della fonte, così fu attrezzato con diciotto vaschette auto-spurganti anziché una vasca unica. I lavori finirono solo nel 1911 quando finalmente entrò in funzione con l’acquisto delle 18 fontanelle a getto intermittente. Tutte le opere fatte sul lavatoio pubblico scaturivano dalla necessità di salvaguardare l’igiene pubblica.

Il lavatoio rimane con le vaschette separate, dette “pozzetti”, fino agli anni ’60, quando fu ridotto a due sole vasche grandi: la prima più alta per risciacquare, la seconda per lavare. Ormai non c’erano più le preoccupazioni igieniche di un tempo e inoltre veniva frequentato sempre meno assiduamente. I pozzetti, un tempo frequentati dalle donne del luogo, che si ritrovavano a socializzare per poi tornare nelle proprie abitazioni portando sulla testa la bacinella piena di panni bagnati, o utilizzati dai minatori, che vi si lavavano prima di entrare in paese, conservano ancora oggi l’eco di quella vita passata. Recentemente restaurato, il Lavatoio Pubblico è meta di visitatori che si fermano ad ammirare l'edificio e la fonte.
In questo luogo, le donne si ritrovavano per socializzare mentre lavavano i panni, e i minatori si fermavano per ristorarsi prima di fare ritorno a casa